La lettura del mondo umano. L’antropologia rovesciata di Primo Levi
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Publication date
2014-10
Authors
Pellizzi, Federico
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Document Type
Article
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Abstract
Levi lettore è avido, erratico e multiforme, ma anche metodico e indagatore. È un forte interprete di
ciò che legge, e anche dei testi che appartengono alla sua cultura di base. Se occorre insistere sulla
forza della scrittura di Levi, sulla sua qualità letteraria in tutte le sue manifestazioni, è anche
necessario soffermarsi sulla forza di pensiero, sulla forza esegetica della sua attività di lettore, nel
tentativo di riflettere sulla natura umana e di mettere in luce i “rapporti fondamentali dell’uomo con il
mondo”. Fin dall’intertesto biblico e dantesco della sua prima opera Levi rovescia completamente il
senso di quei testi, introducendo una dimensione di umanesimo radicale che rappresenta una sorta di
penetrazione nella materia prima, nell’Urstoff delle nostre condizioni di esistenza. Si tratta di
un’antropologia rovesciata perché Levi non parte da ciò che è riconosciuto positivamente come
‘umano’, ma dalla perdita e dall’assenza dell’umano, dalla sua negazione e dal suo occultamento. La
lettura è quindi spesso per lui un viaggio a ritroso, verso la materia stessa, per definire, in un dialogo
sempre non convenzionale, uno spazio possibile dell’umano, e per accertarne i limiti. In questa
mappa, che attende ancora una ricognizione esauriente, occupano una posizione di rilievo La ricerca
delle radici e altre raccolte ponderate e maggiori, e tutte le prove di lettura minuta e quotidiana come le
recensioni giornalistiche e altri scritti occasionali, ma anche le traduzioni dei volumi di Mary Douglas
e Lévi-Strauss che si collocano in un momento di svolta fondamentale nella vita e nell’opera di Primo
Levi.
Keywords
Primo Levi, antropologia rovesciata, Mary Douglas, Claude Lévi-Strauss