Primo Levi e la traduzione del Processo, ovvero il processo della traduzione
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Publication date
2014-10
Authors
Marelli, Arianna
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Document Type
Article
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Abstract
L’articolo propone un’analisi, in primo luogo linguistica, della traduzione leviana del Processo di
Kafka (uscita nel 1983 per Einaudi). Il close reading della versione d’autore a raffronto con l’ipotesto
originale permette da un lato di riconoscere le scelte traduttive peculiari adottate da Levi, scelte di
varia natura ma orientate nel loro complesso a una razionalizzazione del romanzo, e insieme di
circoscrivere l’associazione (per Levi all’inizio inconscia, e solo via via portata a consapevolezza):
tribunale del Processo = Lager. La traduzione si offre così, con le sue soluzioni testuali, come il tentativo
da parte di Levi di disinnescare il dettato kafkiano e resistere, con i mezzi della ragione, all’assurdo
eretto a legge. Misura della difficoltà di un tale obiettivo, forse irraggiungibile per le implicazioni
psico-logiche sollevate (su tutte la dinamica della colpa), sono le pagine – qui affrontate anzi per
prime, come necessario complemento dell’interpretazione – delle interviste rilasciate da Levi in
occasione della pubblicazione della traduzione stessa, come quelle più tarde dei Sommersi e i salvati.
Keywords
Traduzione, colpa, vergogna, razionalizzazione, <i>Lager</i>