Scrittura femminile tra Resistenza, deportazione e memoria
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Publication date
2008-12
Authors
Pacelli, Laura
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DOI
Document Type
Article
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Abstract
Partecipare alla Resistenza italiana, essere deportate nei campi di concentramento, essere ebree, ricordare scrivendo. Scrivere a caldo e scrivere a freddo, appena finita la guerra, ancora immersi in essa, dopo molto tempo. Scegliere la forma memorialistica o narrativa. Autobiografia o personaggi inventati. Gli scherzi della memoria, la lotta del ricordo. La condizione femminile nei campi di concentramento, le peculiarità della scrittura femminile su quelle atrocità. Tutto ciò si ritrova nelle opere di Liana Millu, giornalista, scrittrice e testimone orale della sua atroce esperienza nei campi di concentramento e sterminio nazisti. Il discorso si allarga ad altre donne, scrittrici di professione e scrittrici per necessità, intendendo con quest’ultima espressione coloro che si costrinsero a parlare, a non dimenticare per non far dimenticare. Tra le prime, Natalia Ginzburg che, pur non deportata, visse la discriminazione, i pericoli e le paure, accresciuti dal suo essere doppiamente ‘diversa’: ebrea e antifascista, resistente politica accanto al marito Leone. Tra le seconde, Edith Bruck e Elisa Springer, ebree costrette all’esperienza del lager.
Keywords
Millu, scrittura femminile, Resistenza italiana, deportazione, memoria